La costante storica del ruolo del centro è quello di essere perno (“pivot”) della tenuta difensiva della propria squadra e oggi le statistiche avanzate ci vengono in aiuto per fare luce sui differenti aspetti del gioco, senza essere più vincolati a parametri falsati dai minutaggi. Sono dunque stati scelti i “4 factors” (parafrasando Oliver) difensivi più significativi, escludendo quelli troppo “ipotetici” o troppo (un minimo è inevitabile) condizionati dal roster della squadra (Defensive Rating, Defensive Box Plus/Minus, Defensive Real Plus/Minus, Defensive Win Shares…).

 

Ecco un tentativo di “elenco ragionato” che coinvolge i migliori lunghi specialisti della difesa (in rosso il valore peggiore del gruppo, in blu quello migliore):

5D 4fac

Legenda

DRB%: stima della percentuale di rimbalzi difensivi presi (su quelli disponibili) durante la permanenza in campo del giocatore

STL%: stima della percentuale di possessi avversari in cui il giocatore ha recuperato palla durante la sua permanenza in campo

BLK%: stima della percentuale di tiri avversari stoppati dal giocatore durante la sua permanenza in campo

Opp FG% at rim: percentuale di tiro concessa agli avversari in prossimità del ferro

 

 

Qualche osservazione:

– il gruppo dei primi tre verte su un minutaggio limitato (Whiteside circa 19 di media, Gobert quasi 22 e Nurkic circa 17) che forse agevola Whiteside e Gobert ad innalzarsi in un “iperuranio” superiore agli altri. Da tenere d’occhio il rookie Nurkic, in probabile rampa di lancio (falli permettendo) dopo la partenza di Mozgov. Il fanalino di coda, Noel, è decisamente degno di menzione perché è comunque un rookie già estremamente competitivo in tutto, tranne che per DRB%.

 

– se non avete individuato il nome dell’ultimo Defensive Player of the Year, Noah, non è per un “errore di stampa” o per una dimenticanza: Joakim quest’anno sta concedendo il 50,6% al ferro, ha un DRB% di solo 22,2%, un STL% di 1,1% e un BLK% di 3,2; riguadagnerebbe certo punti tirando in ballo gli intangibles, ma la difesa è fatta anche di numeri (per cui è vero che Pau Gasol soffre se deve difendere il pick n’ roll, ma è anche vero che rimbalzi, stoppate e bassa percentuale concessa al ferro sono una contropartita più che rilevante).

 

– assente giustificato, anche se per altri motivi, Mozgov: nelle 17 partite ai Cavs ha avuto un impatto interessante, ma il campione statistico resta ancora molto limitato. Altri (Len, M. Plumlee, Dieng, Vucevic) concedono più del 52% al ferro, per cui sono scivolati fuori dalla competizione.

 

– da segnalare l’intramontabile Duncan: nei suoi 30 minuti in campo è ancora un fattore per efficienza difensiva; se le gambe non sono più quelle di una volta, è rimasta intatta la capacità di essere “chirurgico” negli interventi, ottimizzando la gestione delle energie e delle (calanti) risorse atletiche.

 

– Cousins meriterebbe un asterisco di merito, essendo il lungo che ha incassato più falli di sfondamento, 24, sintomo di una applicazione difensiva da vero All Star (tuttavia, per la cronaca, è anche quello che ne ha commessi di più, 17).

 

– traguardi storici con cui fare confronti? Marcus Camby dal 2004 al 2008 registrò per ogni singola stagione almeno 30% di DRB%, 7% di BLK% e 1,5% di STL% (la miglior stagione della serie fu quella 2006 con l’inarrivabile trinità di 33,3%, 7,5% e 2,2%).

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