Rimesse da Playoff 2

August 21, 2011

[Agosto 2009]

Magic vs 76ers Game 3 (1-1)

 

C’eravamo lasciati con l’inatteso 2-2 ai liberi di Dwight che aveva impattato l’incontro, 94 pari a 6.9 secondi dalla fine; adesso time-out Phila per sfuggire ai supplementari e guadagnare il vantaggio della serie. Con quasi sette secondi sul cronometro e una difesa da scardinare senza sfidare i tentacoli di Dwight, Phila decide di affidarsi anche a Marshall, veterano tiratore (uno dei primi esemplari di 4 atipico), per fare da terza soluzione dopo Green e Iguodala, soprattutto in una partita in cui Young ha realizzato solo 2 canestri; eppure…

 

In campo

Philadelphia: 1-Miller, 2-Green, 3-Iguodala, 4-Marshall, 5-Young

Orlando: 1-Alston, 2-Lee, 3-Turkgloku, 4-Lewis, 5-Howard.

 

 

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All’inizio dell’azione, prima ancora che l’arbitro consegni la palla al rimettitore, Iguodala e Green  “girotondano”  tra loro nella paint, poi Andre sembra piazzare un blocco per un’uscita sulla destra di Green, che esce invece in verticalmente, sfruttando il doppio blocco (molto largo) di Marshall e Young, per poi stringere la traiettoria e rituffarsi verso l’angolo lontano; più un movimento per muovere la difesa che un’opzione vera e propria. Intanto, mentre Green si dirige sull’angolo debole, Iguodala sfrutta a sua volta lo stesso doppio blocco alto, ma esce dritto in profondità, verso metà campo; tuttavia, l’ottima difesa dei Magic non cambia i matchup, e sia il disturbo di Lee che le marcature strette, non lasciano a Miller una buona soluzione per la rimessa. Poi, i due giocatori del doppio blocco si incrociano: Young, che è più lontano dal ferro (marcato da Dwight), taglia in angolo sfruttando il blocco di Marshall, con Lewis che saggiamente cambia marcatura per coprire il tiro (non la ricezione) di Thaddeus. L’atletico Young, subito dopo aver ricevuto, salta agevolmente con il primo palleggio il birillo-Rashard, poi, con una penetrazione un po’ pasticciata conclusa da un bel movimento con piede-perno, segna il canestro della vittoria sopra le braccia di Dwight (momento che Young racconterà ai nipotini per tutta la sua vecchiaia…).

 

Da notare come non tutti i blocchi in post alto siano uguali: la differenza tattica tra Marshall e, ad esempio, Howard è anche la differenza tra un blocco in post alto eseguito da un giocatore che è al contempo un’opzione (cioè può segnare da dove blocca) rispetto a un giocatore che forse blocca meglio, ma può essere marcato con distacco perché non ha il patentino per tirare da quella distanza. Si vede infatti come il difensore di Marshall (Lewis) non lasci spazio tra sé e l’attaccante (cosa che era successa invece con Howard, come sottolineato la volta scorsa) formando così, suo malgrado, un blocco più ingombrante ed efficace, costringendo i colleghi-difensori ad inseguire il rispettivo uomo, senza avere una scorciatoia “sotto” o “in mezzo” al blocco.

Inoltre, come palesemente illustrato da questa bella rimessa (“dipinta” dall’assistente Jim Lynam), se dopo il blocco il giocatore in questione si allarga sul lato debole, con un pick n’ pop lontano dalla palla, la difesa tenderà solitamente ad ignorarlo, restando concentrata sulla palla o sull’ipotetico clutch shooter designato. In questo caso infatti, Marshall, dopo aver bloccato sul lato forte per l’uscita in angolo di Young (che adesca le attenzioni della difesa), si allontana in alto sul lato debole: quando Young, dopo aver ricevuto, si butta nel cuore dell’area (cercando un fallo o un canestro), Donyell avrebbe a disposizione una ricezione comodissima, per un tiro da eseguire con più spazio di quanto se ne abbia in allenamento (seppur Marshall preferisca notoriamente gli angoli); sia lui che Green, piazzato in angolo, si sbracciano nel vedere Young accerchiato da maglie azzurre, ma per loro fortuna Thaddeus se la caverà egregiamente da solo.

Così, l’umile bloccante in post per l’uscita dei “piccoli”, dopo un ulteriore blocco, sgaiattolando lontano dai riflettori, si è quindi tramutato un’ottima opzione che poteva valere un match.

La difesa dei Magic, dal canto suo, non può comunque rimproverarsi nulla, essendo riuscita a coprire bene tutte le soluzioni e persino a sporcare la palla a Young, imprevisto che, ironicamente, alla fine dei conti, ha solo distratto la difesa e consentito poi a Young di segnare un gran canestro. Persino il cambio di marcatura tra Howard e Lewis è parso inevitabile per non lasciare la linea di fondo libera a Thaddeus, e di certo Dwight non poteva seguire Marshall a sette metri dal canestro lasciando Rashard (anzi, Rasoft) unico “custode” della paint.

 

 

Video della rimessa

 

 

 

 

 

 

 

Bulls vs Celtics Game 1 (0-0)

 

Primo episodio della storica saga tra Bulls e Celtics, siamo sul 105-103 Chicago, 3.7 secondi al termine dell’overtime, Boston ha una rimessa dalla linea di fondo (o BLOB, Base Line Out of Bounds). Parola chiave celtica: “segnare”, da 2 per il pareggio, da 3 per la vittoria.

 

In campo

Chicago: 1-Hinrich, 2-Gordon, 3-Salmons, 4-Thomas, 5-Noah.

Boston: 1-Rondo, 2-Allen, 3-Pierce, 4-Powe, 5-Perkins.

 

 

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La disposizione iniziale è (circa) in stile totem: una “fila indiana” solitamente perpendicolare alla linea da cui si effettua la rimessa; se è laterale, la fila è posta spesso lungo la linea del tiro libero, in questo caso invece, lungo le tacche laterali al pitturato.

Da questa struttura può innescarsi una serie di opzioni differenti decisamente imprevedibili e, nel caso della rimessa dalla base-line, per motivi geometrici la triangolazione uomo-palla-canestro mette alla prova il senso della posizione anche dei difensori più navigati.

Tuttavia, la difesa Bulls resta ben ordinata e raddoppia solo sulla ricezione, facendo sembrare (o è così?) che lo schema non avesse altre opzioni valide se non un catch-n-shot vicino alla rimessa da parte del miglior tiratore in campo (oppure il blocco “in retromarcia” di Allen su Thomas, per liberare Powe sotto, era l’opzione principale?!).

Da notare (come emerso in altri casi già commentati) che ricevere palla vicino alla rimessa con pochi secondi sul cronometro, significa, quasi inevitabilmente, ricevere anche il raddoppio da parte del difensore che marca il rimettitore. La particolarità di questo caso è che il rimettitore (Rondo), essendo sulla linea di fondo ed essendo sufficienti almeno due punti per il supplementare in casa, avrebbe potuto accentrarsi subito dopo aver rimesso e ricevere un passaggio di ritorno (non facilissimo, a dir la verità) per un tiro da sotto, il tutto entro i 3.7 secondi dalla ricezione in angolo di Allen. Tuttavia, è bene non indugiare con le ipotesi ed attenersi a quanto accaduto: il raddoppio di Hinrich, combinato con il recupero di Gordon, ha reso il tiro di Allen non certo impossibile per uno come lui, ma comunque una soluzione decisamente a bassa percentuale: Ray, oltre a tirare quasi in corsa, era chiuso in un angusto quadrato formato dalle due linee del campo (laterale e fondo) e dalle braccia di Hinrich e Gordon.

 

 

 

Video sintesi della partita

 


 

 

 

Bulls vs Celtics Game 2 (1-0)

 

115 pari, 12.3 da giocare e rimessa lato sinistro per Boston, con Chicago che, prevedibilmente, non si sbilancerà troppo per negare la ricezione, quanto piuttosto si impegnerà nel non lasciare tiri facili. I Celtics hanno comunque tutto il tempo per costruire bene un tiro ed ecco cosa succede…

 

In campo

Chicago: 1-Rose, 2-Hinrich, 3-Salmons, 4-Thomas, 5-Noah.

Boston: 1-Rondo, 2-Allen, 3-House, 4-Pierce, 5-Davis.

 

 

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Avanzeranno 2 secondi, ma purtroppo per i Bulls, non sarà avanzato anche un time out per guadagnare la rimessa nell’altra metà campo ed organizzare una degna risposta. Lo schema vero e proprio non è esattamente incentrato sulla rimessa, in quanto potrebbe anche funzionare in un attacco a metà campo, ma merita comunque di essere commentato.

Con la difesa di Chicago che mira a restare compatta, è infatti sufficiente un’uscita alta di Rondo, neanche sfruttando blocchi, per ricevere palla senza troppa pressione da parte di Rose. Il rimettitore (House) si va a piazzare in angolo, mentre gli altri bostoniani restano immobili (notevole effetto suspance). Appena Rondo mette palla a terra si inizia a fare sul serio: è il segnale di input che significa semaforo verde per Allen, questi sfrutta il blocco di Davis in post alto e porta a sua volta un blocco in post basso per l’uscita in area di Pierce, poi risale risfruttando in uscita il blocco di Davis. Noah, reattivo come una molla, lascia “big baby” ed esce sulla ricezione di Allen con tempismo impeccabile, salta in tutta la sua verticalità per disturbarne il tiro, ma tra la ricezione e il tiro in sospensione He got game impiega  un secondo, e la palla sorvola il ricciolone.

Chiaramente, non era necessario un tiro da 3, infatti altre opzioni erano state approntate sul menù: Rondo poteva tentare il penetra e scarica per House in angolo; Pierce era in post basso sul lato forte con Salmons che lo marcava d’anticipo (era quindi possibile un lob profondo), e Davis, dopo il pick n’ seal, era in post basso marcato di Hinrich (quindi dire mismatch sarebbe persino riduttivo); tuttavia, quando Allen riceve ci sono solo 2 secondi residui sul cronometro, giusto il tempo di scoccare un dardo letale che pareggia la serie.

Da notare come Rondo, dopo aver ricevuto, sia rimasto ad un paio di metri dalla linea da tre, mantenendo un buon angolo di visione per la dinamica dei tagli e, soprattutto, senza stuzzicare le mani rapide di Rose che lo attendeva sul perimetro; quest’ultimo, non può comunque essere rimproverato, perché pressare il palleggio di Rondo, avrebbe reso il passaggio più difficile, ma avrebbe anche rischiato di concedere la penetrazione al folletto Rajon, con conseguente sbilanciamento difensivo dovuto agli aiuti.

 

 

Video della rimessa e commenti

 

 

 

 

Celtics vs Bulls Game 4 (2-1)

 

96-93 Bulls, 16.6 restanti per la fine dei regolamentari, rimessa Celtics sul lato destro. Anche in questo caso, è preferibile concedere una ricezione comoda e mantenere la difesa equilibrata e compatta. Vediamo cosa ha avuto in mente il Doc…

 

In campo

Chicago: 1-Rose, 2-Salmons, 3-Hinrich , 4-Thomas , 5-Noah .

Boston: 1-Rondo, 2-Allen, 3-House, 4- Pierce, 5-Davis .

 

 

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Abbiamo già osservato in precedenza come cambiare marcature sui blocchi, soprattutto ad una manciata di secondi dal termine, possa essere una buona soluzione per ottenere continuità di copertura sulla palla, soprattutto se i difensori sono di ruoli “consecutivi”… stavolta i secondi sono 16 (un’eternità), ma, soprattutto, il cambio di marcatura è stato colpevolmente parziale, forse dovuto all’improvvisazione sul momento (non “dettato dalla regia”), forse perché Allen ha bloccato fuori tempo, o meglio, Rondo è partito verso l’area senza aspettare che Allen e Davis formassero un buon doppio blocco. Detto in parole povere: Salmons ha cambiato marcatura (per chiudere la penetrazione a Rondo), Rose “non abbastanza”… risultato: tripla incontestata concessa a Ray Allen (che con i celtici a meno 3, non è esattamente il primo a cui vuoi lasciare un piazzato).

Indubbiamente, Allen è un maestro nel gioco senza palla, specialmente quando c’è un blocco con cui giocare e gli accoppiamenti difensivi hanno perso di chiarezza: Ray, con un cambio di direzione, si nasconde perfettamente dietro il blocco di Davis, chiudendo la traiettoria di recupero a Rose, che si era lasciato distrarre un po’ troppo dalla palla e da Rondo (o non aveva notato il cambio di Salmons); la ricezione e il tiro sono tranquilli come un ferragosto in città, nonostante il tentativo di copertura di Noah, appena divincolatosi dalle premure di “big baby” Davis (per quante notti Ray è stato l’incubo ricorrente di Joakim?).

Da notare proprio l’ottimo lavoro di Davis che, letta prontamente la situazione, va a cercare l’affannato Rose e gli piazza un blocco ad personam servendosi del malcapitato Noah. Anche in questo caso, a due passi da un tiro-highlight, c’è un buon blocco di cui quasi nessuno si ricorderà, è la “legge del comprimario” o “dell’attore non protagonista”… Gli altri due attaccanti sul lato debole, tali Pierce e House, sono stati addirittura solo spettatori dell’azione, tenendo aperta la difesa senza sprecare una goccia di sudore.

Lo schema ha funzionato bene, ma c’è stata, ad agevolarne l’efficacia, anche la complicità della mancanza di comunicazione tra i difensori, o forse l’assenza di regole difensive ben definite, o forse, semplicemente, il fuori-sincrono di Rondo ha spiazzato Rose, ma non Allen.

 

Video della rimessa

 

 

 

In questa gara, c’è un’altra rimessa che non può essere trascurata, presentando elementi tattici di elevato interesse (oltre che di par condicio: non potevamo mica commentare solo quelle dei Celtics…)

Punteggio 110-107 Boston, 9 secondi netti alla fine del primo overtime, rimessa dal lato sinistro per Chicago. Si sente odore di fallo sistematico, ma troppa pressione esalta proprio i tiratori con gli attributi da vero Bulls…

 

In campo

Chicago: 1-Rose, 2-Gordon, 3-Hinrich , 4-Salmons, 5-Noah .

Boston: 1- T.Allen, 2-Rondo, 3- Marbury, 4-R.Allen, 5-Pierce.

 

 

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Capita spesso di sentir dire che “il rimettitore è il giocatore più pericoloso in una rimessa”; affermazione che può suonare paradossale solo se si considera il rimettitore come colui che deve semplicemente passarla al go-to-guy; già se il rimettitore si chiama Ray Allen, come nel caso precedente, o Ben Gordon, come in questo caso, è facile intuire che non è lì solo per passarla…

Nell’ultimo caso commentato, Allen, dopo aver rimesso, tagliando verso il lato debole, faceva imbattere il proprio difensore (Salmons) su un blocco che ha avuto l’effetto di produrre un cambio di marcatura; stavolta, è successo qualcosa di identico con Gordon.

Qual’è quindi il grande vantaggio del rimettitore? Che ha una visione perfetta di ciò che accade in campo, che conosce già la trama dello schema e, soprattutto, che è marcato da un difensore che invece dà le spalle al campo, e che perciò non ha idea di cosa l’aspetta una volta che il rimettitore, liberatosi della palla, scatta in una direzione. Si tratta dunque più di uno svantaggio del difensore che di un vantaggio del rimettitore. Vantaggio che si attenua tuttavia con l’aumentare dei secondi a disposizione: se mancano, supponiamo, una decina di secondi la termine, non è necessario pressare troppo la rimessa, e dando una giusta distanza di sicurezza, il difensore può avere tempo e spazio per orientarsi.

In questo caso, con 9 secondi (comunque non pochi…) Rondo, difensore del rimettitore Gordon, resta angolato (troppo?) sulla linea laterale in modo da osservare cosa succede in area, proprio per non rimanere “vittima” di un back screen, “blocco cieco” (blocco portato alla schiena del difensore; il regolamento prevede che il bloccante lasci almeno un passo di distanza e non blocchi direttamente al corpo; ma si sa come vanno queste cose, il regolamento prevede anche l’infrazione di passi, eppure…).

Tuttavia,  dopo l’inbound pass che pesca Salmons in post alto (spot non troppo usuale per ricevere una rimessa cruciale), Rajon si ritrova fronte-all’-uomo e schiena-al-pallone, così quando Gordon taglia verso il lato debole (stesso movimento di Ray Allen nella rimessa precedente), si avvede tardi del blocco di Noah e chiama esplicitamente il cambio di marcatura (finalmente una difesa con i giocatori che comunicano tra loro!). Pierce esce prontamente e segue Ben che ha appena ricevuto un passaggio di quelli che rischiano di chiamarsi “buona apertura per il contropiede degli avversari”. Dopodiché Gordon si prende un tiro dei suoi, di quelli che fanno apparire il bollino rosso sulla Tv, segna, il pubblico esplode, e Ben festeggia con bon ton da osteria di inizio 900, mettendo in risalto i suddetti attributi da… Bulls.

Altre opzioni? Dopo aver ricevuto, Salmons aveva comunque a disposizione il pronto taglio in area di Hinrich e Rose piazzato in angolo, ma si sa che per una bomba rapida e scriteriata coraggiosa, nessun Bulls è più indicato di Gordon.

 

Video della rimessa

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