Una difesa puntuale nei movimenti come un’impeccabile orologio si basa soprattutto nel non perdere l’attimo,  nel decidere in un istante come e dove muoversi… altrimenti, si rischia di subire, anche nell’ultimo decisivo minuto, un canestro ad alta percentuale che può sancire la disfatta irrimediabilmente.

 

BRK@CHI (15-12-12)

 

 

L’indecisione dei difensori dei Nets nel chiudere tardivamente la penetrazione di Belinelli è dovuta alla “topografia” del pick n’ roll centrale (D’Antoni docet), che non crea un vero e proprio lato debole da cui poter aiutare: se il palleggiatore penetra al centro, quasi tutti i compagni sono ad un passaggio di distanza e la difesa si trova rapidamente a dover scegliere il male minore, o concedere il “tiro piazzato” sullo scarico oppure aiutare in ritardo sulla penetrazione, come in questo caso. Da non sottovalutare l’importanza delle ottime spaziature dell’attacco…

 

 

 

MEM@IND (31-12-12)

 

Vediamo un esito differente del pick n’ roll centrale:

 

 

Stavolta la difesa opta per il cambio di marcatura, così, dopo lo switch, Conley può giocarsi il mismatch con Hibbert: il play non si accontenta del jumper (magari creando separazione grazie alla maggior rapidità di piedi), ma “punta” il lungo e lo batte elegantemente in palleggio usando l’accelerazione dopo la “rincorsa”.

PHI@LAL (1-1-13)

Può Holiday travestirsi da novello Ulisse e superare le “Scilla e Cariddi” dei Lakers, Gasol e Howard, per andare a schiacciare? Yes, he can

 

 

Kobe è sbilanciato dall’incrocio in palleggio e può ormai cercare solo “lo scippo” (si batterà il petto nel time-out seguente…), Gasol dà le spalle al pallone, in cerca di un accoppiamento difensivo, Howard indica l’uomo da marcare, ma non si scomoda in prima persona, Nash anche volendo non potrebbe far nulla (non avendo il tempo neanche per cercare lo sfondamento)… Holiday mette così in evidenza come la difesa in transizione non sia una questione di sovrannumero o di corsie, quanto piuttosto di consapevolezza nel fermare la palla e costringere l’attacco ad eseguire.

 

BRK@WAS (4-1-13)

 

 

Come nel caso di Belinelli, proprio contro i Nets, anche Williams usa il pick n’ roll centrale riuscendo a beffare l’immobilismo della difesa Wizards, con Nene che, a differenza di Lopez, resta più “protettivo”, ma poi pecca probabilmente di ottimismo, confidando in una migliore copertura dalla linea di fondo; black out difensivo e Deron porta comodamente i Nets a meno uno…

 

 

 

ORL@LAC (12-1-13)

 

 

Da notare: zero palleggi e freddezza, sia di Reddick che di McRoberts, che consentono a Vucevic di ricevere soletto nella paint: Nikola non spreca palleggi e affonda subito la sicura “bimane”; +3 Magic a 8 secondi dal gong.

Sul raddoppio di Griffin, il Mark Jackson commentatore avrebbe usato il suo classico “hands down, man down”, ovvero: se tieni le mani basse, sei spacciato come difensore; il che vale per la difesa sul tiro, ma anche per quella sul raddoppio della zone press a metà campo (che proprio in quell’angolo del campo prevede una delle trap per forzare la palla persa…).

 

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